I GRANDI VINI DI “CA’ DI FRARA”

REGINA TRA LE CANTINE DELL’OLTREPÒ PAVESE


PROPOSTI A WINE&SIENA 2018 
A OPERATORI DEL SETTORE E APPASSIONATI 



Saranno presentati in anteprima i 2 nuovi Metodi Classici a base esclusivamente di Pinot Nero: un Extra Brut Blanc de Noirs ed un Extra Brut Rosè

In prima fila, tra le eccellenze vitivinicole che saranno presentate il prossimo fine settimana alla terza edizione di Wine&Siena il 27 e 28 gennaio, non potevano mancare i prestigiosi vini di Cà di Frara, regina tra le aziende dell’Oltrepò Pavese, presente con le sue due nuove etichette.

A Wine&Siena 2018 sono stati invitati infatti oltre 160 produttori, per fare assaggiare al mondo degli operatori del settore e degli appassionati i vini vincitori del WineHunter Award, premio di qualità certificata assegnato dalla commissione d’assaggio del Merano WineFestival (dai cui ideatori l’evento è organizzato). 
Saranno due giornate ricche di appuntamenti, che avranno luogo in tre storiche location: Palazzo Salimbeni, antica sede del Monte dei Paschi di Siena, il Grand Hotel Continental e il Palazzo Comunale.
I 2 Extra Brut proposti sono entrambi non millesimati - Sans Année - perchè il vino base, vinificato in acciaio, annata 2012, è assemblato con un 30 % di vino riserva di altre annate. Dopo il tiraggio i vini restano almeno 54 mesi sui lieviti. 

Il Rosè si distingue per l’intensità e la varietà dei profumi, dai petali di rosa ai frutti del sottobosco, dagli agrumi alle spezie dolci.

Il Blanc de Noir, di colore giallo paglierino, piace per la straordinaria vivacità della sua bollicina, per le note fruttate e di crosta di pane, per la piacevole sapidità al sorso, elegante, deciso e raffinato.
Fondata nel 1905 da Francesco Bellani, bisnonno dell'attuale proprietario Luca, partendo da una quindicina d'ettari di vigneti, l'azienda Ca’ di Frara si è sviluppata di generazione in generazione fino ai 47 ettari odierni, con una produzione di circa 400 mila bottiglie ripartite su 13 etichette. Il papà di Luca, Tullio, scomparso pochi anni fa, è stato una delle figure di riferimento della viticoltura oltrepadana. 
Luca è anche l’enologo aziendale, mentre altri membri della famiglia coinvolti nell’attività sono il fratello Matteo e il cugino Gianluigi, agronomo, oltre all’immancabile mamma Daniela, che ha dedicato la vita all’azienda insieme al marito. 

Nonostante sia conosciuta soprattutto come azienda spumantistica, Cà di Frara si distingue anche per il suo Riesling e per i vini rossi, capaci di esprimere pienamente le potenzialità della Croatina, vitigno identitario dell'Oltrepò.

I Bellani hanno sempre prestato molta attenzione alla scelta dei terreni più adatti ai diversi vitigni utilizzati nel territorio: per questo nella località di Oliva Gessi, ove i terreni sono gessosi e calcarei, sono stati impiantati soprattutto Riesling, Pinot Grigio e Pinot Bianco, mentre a Mornico Losana, zona dai terreni marnosi, si coltivano Pinot Nero e Chardonnay e sulle colline argillose di Casteggio, si producono vitigni a bacca rossa. In ogni fase di lavoro, inoltre, è sempre massima l’attenzione all’impatto ambientale.









Il vino protagonista nei palazzi storici senesi
al via la terza edizione di Wine&Siena




Torna Wine&Siena, l’esclusiva manifestazione che il 27 e 28 gennaio presenta le eccellenze food&wine selezionate dalle commissioni di degustazione e premiate con il riconoscimento The WineHunter Award presieduto dal patron di Merano WineFestival Helmut Köcher.

Un evento diffuso in prestigiose location come Palazzo Salimbeni, storica sede di Monte dei Paschi, il Grand Hotel Continental – Starhotel e il Palazzo Comunale di Siena; tutto questo e molto altro è Wine&Siena, kermesse giunta alla sua terza edizione e appuntamento che promuove il meglio della produzione vitivinicola e culinaria italiana. Una manifestazione per addetti ai lavori e appassionati che per due giorni hanno la possibilità di degustare più di 500 vini e molti prodotti gourmet.

All’edizione 2018 di Wine&Siena partecipano oltre 150 case vitivinicole e numerosi artigiani del gusto con i loro prodotti tipici di eccellenza, selezionati tra i vincitori di The WineHunter Award 2017. Uno standard di altissimo livello, garantito da una selezione di tipo qualitativo sia per quanto riguarda i prodotti che i produttori presenti. Il tutto in location di eccezione dove poter ammirare famosi capolavori della pittura italiana nella magnifica città di Siena, realtà che storicamente e territorialmente può essere considerata la capitale italiana del vino, in una regione come la Toscana che è la più vocata d’Europa alla produzione vitivinicola di eccellenza, grazie alle sue cinque microzone DOCG. Oltre alla degustazione dei vini e delle specialità culinarie Wine&Siena prevede una serie di Masterclasses e Showcooking, ma anche convegni organizzati con la partecipazione dell’Università di Siena, come “Wine Job, i professionisti al servizio delle eccellenze del territorio”, con il quale il 26 gennaio prende di fatto il via l’intera manifestazione.

Quest’anno inoltre sono presenti ANAG – Assaggiatori Nazionali Grappa, AICO – Associazione Italiana Classe Optimist, UDB – Unione Degustatori Birre, FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, AIS – Associazione Italiana Sommelier, ONAF – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio. Wine&Siena è ideato da Gourmet’s International, struttura che seleziona e valorizza eccellenze del settore food&wine presieduta da Helmut Köcher, famoso WineHunter e patron di Merano WineFestival, ormai storica manifestazione di successo internazionale, Andrea Vanni, promotore dell’iniziativa, e Confcommercio Siena presieduta da Stefano Bernardini. Fanno parte della struttura organizzativa anche il Comune di Siena e la Camera di Commercio di Siena, oltre alla Banca Monte dei Paschi di Siena, il Grand Hotel Continental e l’Università di Siena che hanno concesso i loro prestigiosi spazi. L’ingresso costa 45 euro, 30 per l’ingresso dalle 15. E’ possibile fare un abbonamento valido per l’ingresso sui due giorni al costo di 60 euro.

Per info:
Ufficio Stampa Wine&Siena e Confcommercio Siena
David Taddei M +39 335 51 31 157 wineandsiena@alemarweb.it
Susanna Salvadori M +39 335 19 79 771 confcommercio.siena@gmail.com 




CHIARETTO DI BARDOLINO: NASCE UNA NUOVA DOC


Chiaretto di Bardolino diventa una denominazione autonoma da Bardolino doc. 
A sua volta, Bardolino riconosce ufficialmente le tre sottozone storiche


Il Chiaretto si separa dal Bardolino e diventa una doc autonoma. Il Bardolino, a sua volta, torna alle proprie origini ottocentesche e valorizza le tre sottozone storiche: La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. Lo ha deciso l’assemblea dei produttori bardolinesi, su proposta del presidente del consorzio di tutela, Franco Cristoforetti. 

“Con la nascita della doc autonoma del Chiaretto di Bardolino e il riconoscimento delle tre sottozone del Bardolino – spiega Cristoforetti - trova completamento il piano strategico tracciato dal giornalista Angelo Peretti e approvato dal consiglio di amministrazione del consorzio di tutela nell’estate del 2008. Fu allora che iniziò la scissione del percorso identitario del Chiaretto e del Bardolino, consentendo da un lato al nostro rosé di diventare leader produttivo assoluto tra i vini rosati italiani e dall’altro di mettere in luce la territorialità del Bardolino, facendolo approdare per la prima volta ai gradini più alti delle guide di settore”. 

Con la Rosé Revolution del 2014 il Chiaretto ha compiuto una netta scelta stilistica, accentuando il proprio carattere di rosé chiaro, secco e agrumato e assume ora piena indipendenza con una doc a sé stante. Il Bardolino accentua invece la propria connotazione territoriale, mettendo a frutto i risultati della zonazione del 2005 e del progetto Bardolino Village che ha visto una quindicina di produttori impegnati dal 2015. 
“Torniamo così – conclude Cristoforetti – per i nostri rossi di punta a quelle tre sottozone che erano già state dettagliatamente descritte da Giovanni Battista Perez alla fine dell’Ottocento, quando i vini migliori della zona erano esportati in Svizzera per essere serviti insieme con i Borgogna e i Beaujolais”. 
Le tre sottozone del Bardolino doc saranno: La Rocca (relativa ai comuni del territorio dell’antico Distretto di Bardolino), Bardolino Montebaldo (inerente il tratto pedemontano dell’ex Distretto di Montebaldo) e Bardolino Sommacampagna (ossia l’area delle colline meridionali più a sud). Esordiranno insieme al Chiaretto di Bardolino doc con la vendemmia 2018. La nascita della nuova doc del rosé e le modifiche alla doc del Bardolino apporteranno varie modifiche all’assetto produttivo. Il Chiaretto di Bardolino e il Bardolino “base”, che continuerà comunque ad essere prodotto, avranno rese massime di 120 quintali di uva per ettaro, contro gli attuali 130, mentre per le tre sottozone del Bardolino si scende a 100 quintali massimi per ettaro. I vini delle tre sottozone usciranno sul mercato non prima di settembre dell’anno successivo alla vendemmia. I disciplinari prevedono inoltre che si utilizzino solo uve “fresche”, vietando quindi surmaturazioni o appassimenti. Per tutti i vini delle doc Bardolino e Chiaretto di Bardolino, la quantità ammessa di uva corvina veronese sale al 95% dall’attuale 80%.
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Consorzio di tutela Bardolino doc 

Il Bardolino è stato tra i primi vini in Italia a ottenere la doc, nel 1968, ma già nella seconda metà dell’Ottocento si imbottigliavano vini con la dicitura “Bardolino”. Il Chiaretto è storicamente la versione rosata del Bardolino. Il Consorzio di tutela, fondato nel 1969, rappresenta attualmente circa il 92% della filiera produttiva totale del Bardolino e del Chiaretto. Vi sono iscritti circa 1200 produttori di uva, 900 viticoltori, 120 vinificatori e 100 imbottigliatori. 

Attualmente i vigneti iscritti all’albo insistono su una superficie di circa 2.700 ettari. La produzione totale annua è di circa 17 milioni di bottiglie di Bardolino e 9 milioni di bottiglie di Chiaretto. La quota export è pari al 65%. I mercati esteri più importanti sono Germania, Scandinavia e Paesi Bassi, seguiti, in Europa, da Francia e Regno Unito. Interessanti prospettive si stanno riscontrando negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone.