APPUNTAMENTO IL
26 SETTEMBRE ALLE 18.00 A MILANO
 
 
 

 
 


 
DAL 15 AL 18 NOVEMBRE STAMPA INTERNAZIONALE
E OPERATORI DA TUTTA ITALIA
DI NUOVO IN IRPINIA PER GLI APPROFONDIMENTI
SU FIANO DI AVELLINO E GRECO DI TUFO DOCG
OLTRE 4O AZIENDE PARTECIPANTI PER UN EVENTO
ATTESO DA OLTRE UN LUSTRO
 
AVELLINO – Dopo il rilancio di Taurasi Vendemmia, il calendario delle rassegne vinicole italiane saluta il ripristino di un evento interamente dedicato ai più importanti vini bianchi della provincia di Avellino.
 
 Ad oltre un lustro dall’ultima edizione, celebrata all’interno della rassegna enogastronomica “Terra Mia” di Atripalda (Avellino), ritorna infatti BianchIrpinia, la manifestazione promossa dall’agenzia di comunicazione integrata Miriade & Partners S.r.l. insieme alle aziende partecipanti per presentare alla stampa specializzata nazionale ed internazionale e agli operatori di tutta Italia le nuove annate di Fiano di Avellino e Greco di Tufo Docg.
 
 L’evento si terrà in Irpinia (location in via di definizione) da giovedì 15 a domenica 18 Novembre 2012.
 
 Si conferma dunque quel percorso “orizzontale” tra l’azienda promotrice della rassegna e le Cantine Irpine, formula che tanto successo ha riscontrato negli ultimi due anni e che sta di fatto contribuendo alla costruzione di un modello del tutto nuovo per la provincia di Avellino - ma non solo - che vede protagonisti i veri attori della vitivinicoltura irpina, con un forte rilancio di comunicazione e approfondimento per quella che è di fatto una delle coppie territoriali in bianco più apprezzate al mondo.
BianchIrpinia 2012 si focalizza principalmente sulla vendemmia 2011 di Greco di Tufo e Fiano di Avellino, ma le aziende partecipanti potranno proporre in degustazione anche i loro cru e selezioni di altre annate che si avvalgono di affinamenti prolungati, senza trascurare la possibilità di assaggiare gli altri bianchi irpini, dall’ Irpinia Coda di Volpe all’Irpinia Falanghina, passando per l’Irpinia Bianco e il Greco Musc’ o Roviello.
BianchIrpinia 2012 è una rassegna a numero chiuso riservata a giornalisti, comunicatori enogastronomici, operatori ho.re.ca. e consumatori-appassionati consapevoli, alla quale si potrà partecipare esclusivamente su invito, previa prenotazione e conferma. L’obiettivo principale è quello di coinvolgere un pubblico qualificato, in grado di fare da cassa di risonanza in termini commerciali e di comunicazione, consentendogli di assaggiare le ultime annate nelle migliori condizioni possibili, da un punto di vista ambientale, temporale e di servizio.
Come sperimentato nelle ultime edizioni di Taurasi Vendemmia, non saranno previsti banchi d’assaggio con somministrazione da parte delle aziende: tutti i giornalisti e gli operatori che parteciperanno alla rassegna, infatti, avranno a disposizione una postazione dove assaggiare seduti e con calma i vini in degustazione, con il servizio assicurato dall’Associazione Italiana Sommelier.
A tal fine saranno programmate per i giornalisti e gli operatori invitati due ampie sessioni di assaggio che daranno la possibilità di assaggiare tutti i Greco di Tufo in degustazione e tutti i Fiano di Avellino. In entrambe le sessioni verrà predisposta una sezione dedicata agli altri bianchi prodotti in Irpinia (Coda di Volpe, Greco Musc’, Falanghina, Irpinia/Campania Fiano e Greco).
Il tasting di BianchIrpinia 2012 sarà arricchito con la predisposizione del Salotto Irpinia: parallelamente allo svolgimento delle due sessioni tecniche, infatti, verrà allestita una sala dedicata a cui avranno libero accesso le aziende partecipanti alla rassegna. In questo spazio sarà possibile testare tutti i vini proposti in degustazione dalle altre aziende e allo stesso tempo incontrare i giornalisti e gli operatori che intendono confrontarsi con gli artefici dei vini assaggiati nella sala tecnica e ricevere ulteriori informazioni e dettagli in proposito, offrendo allo stesso tempo feedback sulle impressioni ricavate dal tasting.
Si confermano anche le sezioni serali di BianchIrpinia 2012, così come sperimentato per Taurasi Vendemmia. I giornalisti avranno dunque la possibilità di effettuare delle visite presso le aziende partecipanti alla rassegna che avranno espresso disponibilità ad accoglierli. Infine, altra iniziativa in continuità con la rassegna dedicata al Taurasi, si proseguirà nel lavoro della Commissione Tecnica Territoriale, formata da produttori, agronomi ed enologi operanti in provincia di Avellino, che aiuteranno con contenuti tecnici ed analisi approfondite a chiarire ogni aspetto relativo alle nuove annate e alle zone di produzione.
 
Ecco le quaranta aziende partecipanti:
Antica Hirpinia
Azienda Agricola Pierluigi Zampaglione
Bambinuto
Benito Ferrara
Calafe
Cantine Dell'Angelo
Cantine del Barone
Ciro Picariello
Colli di Castelfranci
Colli di Lapio
Contrada Vini
D'Antiche Terre
Di Marzo
Di Prisco
DonnaChiara
Feudi di San Gregorio
Fonzone
Fratelli Urciuolo
Joaquin
La Marca Vini
La Molara
Masseria
Murata
Mastroberardino
Montegloria
Montesole
Pietracupa
Rocca del Principe
Salvatore Molettieri
Sella delle Spine
Tenuta Cavalier Pepe
Tenuta Ponte
Tenuta Sarno
Terredora
Torricino
Vadiaperti
Vesevo
Vigne Guadagno
Villa Raiano
Villa Diamante
Villa Matilde
 
 
MIRIADE & PARTNERS SRL
Diana Cataldo – tel. 329.9606793
Massimo Iannaccone – tel. 392.9866587
Sito internet: www.bianchirpinia.it  
 
 
 
 
 
 







Nosiola, Il Carattere dei Vignaioli Trentini

Siamo  Riva del Garda, per “Arrivano i Vignaioli”, con l’occasione conosceremo i 40 Vigneron che fanno parte dell’Associazione Vignaioli Trentini.

Non parleremo soltanto della piacevolezza di bere un vino e conoscere un Vitigno autoctono come la Nosiola, ma cercheremo di scoprire perché è così diverso, con la sua personalità, con i profumi importanti il più antico vitigno bianco trentino, un vino che vorremmo fosse conosciuto di gran lunga oltre i confini regionali, perché gli appassionati lo richiedono, i ristoratori lo cercano, anche nelle sue diverse declinazioni, dal bianco giovane fino al Vino Santo di annate lontane, prodotto nella Valle dei Laghi, tra quello di Calavino, Cavèdine e quello di Toblino. La Nosiola, vino di profonda freschezza e dotato di una piacevole acidità, frutto delicato dell'uva che lo preserva, e che troviamo soltanto in piccole zone diventate ormai “Cru”. Nell'occasione di Riva del Garda, alla Rocca, i Vignaioli trentini si sono ritrovati per il secondo anno consecutivo, per confrontarsi e presentare ad un pubblico di professionisti il Vino ed il Vitigno Regina della giornata, oltre poi a tutti i vini di produzione trentina tra cui il Teroldego e il Marzemino tra gli autoctoni, per spaziare dal Müller Turghau al Sauvignon al Pinot Nero e poi gli internazionali come lo Chardonnay e addirittura il Syrah, poi la produzione di bollicine, Trento Doc, il Brut per eccellenza, ma non dispiace nemmeno il metodo Martinotti di Rudy Zeni, non dimentichiamoci che proprio a San Michele all’Adige si trova la scuola di enologia tra le più importanti d’Europa, fondata da Edmondo Mac, da dove escono preparati, la maggior parte degli Enologi del prossimo futuro.
Tornando alla nostra giornata, nel tardo pomeriggio, la degustazione è stata aperta anche agli appassionati, numerosi Wine Lovers arrivati da diverse regioni italiane e d’oltre confine. Ma torniamo all'incontro con i diversi caratteri della Nosiola, dicevo, ne abbiano davvero trovati di differenti, pensate che anni fa difficilmente si riuscivano ad avere 12 gradi alcolometrici con la vecchia concezione di fare Nosiola, oggi con le nuove tecniche in vigna e in cantina è stato superato anche questo scoglio. L'affinamento è sempre in botti di acacia ed i profumi esplodono, addirittura come già qualcuno ha sottolineato, alcune bottiglie possiamo davvero paragonarle ad uno Chablis francese.




Della Nosiola troveremo sempre una bella acidità, ripagata da una freschezza formidabile, con profumi delicati di fiori gialli e un finale ammandorlato.
Molte sono le Aziende che producono uve trattate biologicamente, da anni infatti in Trentino hanno scelto l'agricoltura biologica per le loro produzioni, e sono sempre i produttori a imprimere carattere ai vini, Vigneron che sono diventati interpreti di un nuovo modo di fare agricoltura montana, creatori di quei vini dove la qualità che troviamo in vigna, la riscopriamo in Cantina e sulle nostre tavole.
C'è poi da annoverare chi per primo negli anni settanta ha creduto nella produzione del Bianco Nosiola.
Proprio il Vignaiolo Alessandro Fanti che in quegli anni la vinificò con piacere. La sua è incredibile, dal paese di Pressano fino a San Michele all'Adige, dove le terre sono rossicce, che regalano mineralità,  poi ci mettiamo l'altitudine fra i 450 e 500 metri, ed il periodo, si vendemmia infatti tra il primo ed il venti Ottobre. Ecco allora queste note minerali, che primeggiano anche nella Nosiola del 2006 che si è affinata per il 40%  in legno di vecchie barrique e il  60 % in acciaio,  per donarci sentori di Petrolè ed un'ottima salivazione.
Anche Lorenzo Cesconi  è su a Pressano, e mi da l'idea che li ci sia un Terroir particolare perché la sua Nosiola 2002 è davvero importante, io, Matteo e Annie ci guardiamo,  e negli occhi leggiamo un piacevole stupore, poi ci viene sottolineato che le viti sono vecchie, dai 50 ai 100 anni, vino sempre affinato in botti di Acacia, e se anche il 2002 è stata una vendemmia terribile, la Nosiola ne ha trovato giovamento. Come la versione del 2001 dove i sentori di idrocarburi sono addirittura la nota principale insieme a fiori gialli e il finale  sempre ammandorlato
Mario Pojer ci da una visione anche sulla produzione regionale di Nosiola e salta agli occhi la cifra sbalorditiva, quando negli anni settanta la produzione era di 46.000 quintali che scende nel 2000 a 13.000, nel 2010 i quintali sono 10.461 per arrivare al 2011 soltanto a 9478 quintali.

Un'altra cosa che salta agli occhi è l'importanza di lavorare in gruppo come sanno fare i Vignaioli trentini, da qui in avanti c'è anche un progetto di valorizzazione genetica, oltre a sviluppare la Nosiola Spinarola.
Voglio mettere in evidenza anche la Nosiola dell'azienda  Pojer e Sandri  è la vendemmia del 2003,  possiamo davvero abbinarla a piatti importanti. La sua eleganza ci appaga. Chapeau !!!
Una piacevole sorpresa personale è con Erika Pedrini,  giovane e attenta Enologa,  dell'azienda Pravis, proprio nella Valle dei Laghi, a Calavino, ci racconta del suo territorio, di questa marna calcarea con le viti di 40 anni  cullate dall'Ora, un vento tiepido che arriva dal lago. La sua è la Nosiola del 2001 affinata in acacia e non in rovere perché il profumo del legno intenso coprirebbe i profumi delicati del vino, poi l' Uva appassita per due mesi e lasciata un anno in botte. Ecco un Vino con una bella spalla e un importante  mineralità. Da ricordare che gli impianti vecchi erano a Pergola semplice, ma la nuova generazione ha scelto la Spalliera.
Anche Elisabetta Foradori vinifica la Nosiola, addirittura la sua è la prima vendemmia che presenta, del 2009, una particolarità, lei vinifica in anfore, da qui l'accentuarsi delle acidità che conferiscono ricchezza di freschezza.
Posso dirvi che le varie interpretazioni della Nosiola ci intrigano, e sono davvero fuori dal comune, e questa è proprio l'occasione in cui possiamo  rendercene conto.

E poi iniziamo con le annate storiche, mai ci saremmo aspettati di trovare vini ancora con un carattere pieno e sentori puliti, come tutte le Nosiola che abbiamo avuto la piacevolezza di degustare.
Ecco “Maso Nero“ di Zeni del 1992 coltivata sulla collina di Pressano e vinificata in acciaio, e ancora la Nosiola del 1983 di Pojer e Sandri, quando la tecnologia era allo stato brado, in quegli anni si curavano soprattutto le chiarifiche, e  questa è la realtà della Nosiola dove trovi emozioni con profumi evoluti e sentori di pietra focaia



Ricordando che si accenna a questo vino già dal 1820 con la Nosiola Passita Castel Dublino, mi piace presentare il nettare dei nettari, il Vino Santo della Valle dei Laghi, quello di Francesco Poli Presidente in carica dell'Associazione, un Vino Santo Trentino del 1994 . Per questo vino occorre appassire il grappolo da fine settembre per 5 mesi fino a Pasqua.

 
Come il Vino Santo del 1993 dell'Azienda Pisoni, pregiato, importante, mai stucchevole, o quel Vino Santo Trentino del 1986 di Gino Pedrotti dove i profumi sono intensi, evoluti, ora più che mai emergono le note mielose cariche di suggestioni, per concludere con il Vino Santo del 1982 Arèle dell'azienda Pravis sempre nella Valle dei Laghi.



Sono stati davvero molti i vini degustati e come ci diceva Aurora Endrici splendida portavoce della manifestazione, i Produttori man mano che passavano i giorni antecedenti la manifestazione, trovavano quelle bottiglie di Nosiola che avevano quasi dimenticate, e quello era sicuramente il momento migliore per farle degustarle.
Diciamo che in quella giornata freddo, faceva freddo, ma vuoi l'atmosfera, vuoi ritrovare un ambiente unico di colleghi e amici ha aiutato.
Ho due cose in testa, vorrei che vini come questi degustati nell'occasione dell'incontro con i Vignaioli trentini, si potessero trovare anche in altre regioni italiane, vorrei trovarli in ristoranti con un ottimo rapporto qualità/prezzo e vorrei che il sommelier che ci presenta la Nosiola ne abbia bevuto almeno due bicchieri e almeno una volta abbia visitato il Trentino.





Le Nosiola ed il Vino Santo Trentino Degustati

1. FRANCESCO POLI, Nosiola "Maiano bianco" 2008

2. VIGNAIOLO FANTI Nosiola 2008

3. VIGNAIOLO FANTI Nosiola 2006

4. CESCONI Nosiola 2002

5. CESCONI Nosiola 2001

6. CASTEL NOARNA, Nosiola 2002

7. CASTEL NOARNA, Nosiola 2001

8. POJER&SANDRI, Nosiola 2003

9. PRAVIS, Nosiola L'Ora 2001

10. FORADORI, Nosiola "Fontanasanta" 2009

11. ZENI, Nosiola "Maso Nero" 1992

12. POJER E SANDRI, Nosiola 1983

13. FRANCESCO POLI, Vino Santo 1994

14. PISONI, Vino Santo 1993

15. GINO PEDROTTI, Vino Santo 1986

16. PRAVIS, Vino Santo Arèle 1982