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Schioppettino di Prepotto | UNICO PER NATURA

Il fine settimana nei Colli orientali del Friuli, dedicato al vino rosso che rappresenta una delle più ambite eccellenze nel panorama enoico regionale e nazionale, sarà scandito da un susseguirsi di iniziative indirizzate a far conoscere questo speziato autoctono, figlio di una terra di confine dalla vocata attitudine vinicola, prodotto da appassionati vignaioli nel comune di Prepotto (UD)


 L’iniziativa è inserita nel più ampio e suggestivo progetto RURAL, il programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, che mira ad avvicinare la comunità di Prepotto e quella slovena di Kanal ob Soči (Canale d’Isonzo) separate, per un lungo tratto dal solo torrente Judrio, a sviluppare attività che valorizzino il turismo rurale e di promozione dei prodotti enogastronomici dell’area.




Nella piazza di Prepotto e nella attigua, nuovissima tensostruttura di Via 24 Maggio, prenderà vita un mercato transfrontaliero degli Artigiani del Gusto con prodotti tipici sloveni provenienti dalla zona di Kanal ob Soči, dai prodotti tipici friulani e delle aree contigue a Prepotto. Una situazione privilegiata per una promozione congiunta del territorio e delle sue attrattive, con prodotti unici e tuttavia tra loro complementari che condividono un percorso comune di valorizzazione e divulgazione


L’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto è impegnata da decenni, con puntiglio e dedizione, a produrre e divulgare questo vino che porta il nome del comune in cui affondano le radici delle viti, da sempre presenti nel paesaggio locale. Lo scopo dell’evento è partire dal passato per descrivere l’attualità e scoprire l’unicità di questo esclusivo protagonista



Info
Paolo Ianna & Partners |Wine events
Mobile phone +39 335 615.03.60   
 Email - paoloianna@ymail.com

Federica Felice
Mobile phone +39 333 173.72.18   
Email - felice.federica70@gmail.com










TORNA VINITALY DAL 6 AL 9 APRILE 

 ECCO GLI APPUNTAMENTI DA SEGNARE




ASSOCIAZIONE PRODUTTORI SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO

Presenti per il secondo anno consecutivo, insieme e uniti per celebrare e promuovere la perla nera dei Colli Orientali del Friuli, 12 produttori di Schioppettino di Prepotto consolidano ufficialmente il loro legame con il territorio.

Si stanno aprendo i cancelli della grande arena enologica di Verona, Vinitaly edizione 2014. Numero di allestitori e visitatori attesi in crescita e tempi sempre più risicati per girare tra i padiglioni. Ma chi desidera conoscere i vini autentici, autoctoni e fortemente legati alle proprie radici, non dovrebbe mancare all'appuntamento con l’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto.
Dopo l’esperienza vincente del 2013, quest’anno l’Associazione ospiterà 12 produttori che parleranno del territorio e di questo loro vino dal fascino antico ma dall’appeal moderno.
Un raro esempio di aggregazione virtuosa tra vignaioli che da oltre 10 anni promuove la sua eccellenza, l’unico esempio in Friuli Venezia Giulia ad aver ancorato così saldamente le proprie sorti al territorio di appartenenza.
I produttori presenteranno lo Schioppettino di Prepotto, ma soprattutto i luoghi del vino, le persone, la terra, le stagioni, la storia, racconteranno di quanto suggestivo, ma anche difficile sia coltivare le vigne in un angolo del Friuli lontano dalle arterie commerciali, di come sia diverso coltivare a valle o in collina, di come l’acqua del Judrio abbia forgiato una valle che ha cresciuto uomini che sono diventati vignaioli. E ancora, presenteranno i 3 migliori elaborati usciti dal contest “Schioppettino a modo mio” e la filosofia di un progetto nato per avvicinare il mondo dei social a quello del vino realizzato in collaborazione con il magazine QBquantobasta, racconteranno della recente esperienza di vinificazione da lieviti indigeni e dei progetti di ricerca che legano il Comune di Prepotto con il Politecnico di Milano.
 Prepotto è “un’isola”, quasi sperduta, ai margini del Friuli, divisa dalla Slovenia per lunghi tratti solo dal fiume Judrio che la attraversa lento. La viticoltura è l’unica attività economica che ha resistito nei secoli in questa valle, superando disagi, carestie, guerre. Dopo un lungo periodo buio che ha visto questo vino addirittura fuorilegge, la sottozona Schioppettino di Prepotto è nata nel 2008.
Lo Schioppettino di Prepotto non è la promessa enologica friulana, ma la grande scommessa di pochi orgogliosi produttori, un autentico outsider rosso in terra di bianchi, un vino di nicchia fortemente legato alle sue radici, un vino d’emozione.

Vinitaly 2014 Padiglione 6 Stand B8
Presidente dell'Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto
Michele Pavan
Arrivederci a presto

www.schioppettinodiprepotto.it
Social: gruppo Facebook Schioppettino di Prepotto






Il Consorzio Lugana non si ferma mai 

A Vinitaly con il Riserva annata 2011
Il Consorzio tutela Lugana Doc si prepara ad affrontare mesi impegnativi, ma altrettanto stimolanti. L'evento più atteso è Vinitaly, dove sarà presente con il Lugana Riserva annata 2011 e molti "wine blogger"

Il mese di marzo e quello di aprile sono e saranno molto impegnativi per il Consorzio tutela Lugana Doc. A Belgrado per il Balkan Wine Expo, il 5 marzo, assieme al Consorzio tutela Vini Soave ha partecipato ad una degustazione riservata esclusivamente a importatori e giornalisti: come sempre l’accoglienza e il successo sono stati notevoli, l’attenzione degli ospiti al Lugana è stato pregevole e per la prima volta la manifestazione veniva svolta nella capitale Serba.

I viaggi proseguono a breve con la partecipazione a Prowein a Dusseldorf dal 23 al 25 marzo. Ma l’evento più importante sarà proprio in Italia, infatti il 6 di aprile ha inizio una delle manifestazioni più importanti al mondo del settore vinicolo: Vinitaly 2014.
Il Consorzio tutela Lugana Doc, quest’anno sempre nello stand A9, presso il PalaExpo della Regione Lombardia, ma si presenterà con uno stand di 66 m² interamente dedicato alla promozione del territorio attraverso le degustazioni. 

Ospiti speciali dello stand saranno i wine blogger dell’associazione #winelover: un punto d’incontro per tutti gli amanti del vino sparsi nel mondo. Il blog fondato da Alberto Luiz riunisce tutti gli appassionati di vino, infatti il loro motto è “wine exploration starts here…” (thewinehub.com).


Altra novità molto importante dal punto di vista produttivo sarà presentata lunedì 7 aprile alle ore 15.00, sempre presso lo stand del Consorzio, infatti ecco l’ultimo nato in casa Lugana: il Lugana Riserva annata 2011. Introdotto nel disciplinare di produzione proprio nel 2011, è la naturale evoluzione della tipologia Superiore. 
Come tipologia di Lugana ha la caratteristica di invecchiare o affinarsi per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, ha toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, con note affumicate di pietra focaia e riflessi balsamici, una mineralità più calda al palato, ma parimenti avvolgente, sapida e persistente. 
Saranno proprio le otto aziende produttrici a presentare, con la degustazione libera i loro Lugana Riserva attualmente sul mercato. Vinitaly 2014 si preannuncia quindi per il Consorzio tutela del Lugana Doc un evento di successo per affermare un’immagine e un prodotto ormai conosciuti ed apprezzati e un’ occasione imperdibile per lanciare nuove sfide anche a livello virtuale. 


Consorzio Tutela Lugana Doc

Parco Catullo 4 - 37019 Peschiera del Garda (Vr)
Tel 045 9233070




                                 





Aspettando Vinitaly
 dal 6 al 9 aprile a Veronafiere

 “SENTIAMOLO STRANO”…

CIPRIA, SESSO SFRENATO, BENZINA, FIGURINE PANINI, CARRUBA BIRMANA:
SOMMELIER E CRITICI FAMOSI D’ITALIA CONFESSANO
IL SENTORE PIÙ CURIOSO PERCEPITO IN UN BICCHIERE DI VINO

Verona, 22 marzo 2014. Il primo fu, neanche a dirlo, Luigi Veronelli, gettando scompiglio per l’idea che il vino “non fosse solo vino” e per l’assoluta libertà di linguaggio che si può usare nel descriverlo. La stessa che fa dire un sentore di cipria o sesso sfrenato, di Coccoina e di gambo di ciclamino spezzato, di benzina o di canfora, ma anche di figurine Panini, porro cotto, fiore bulboso e carruba birmana, fino ad un vino che ricorda David Bowie.
Sono questi alcuni dei sentori più curiosi percepiti in un bicchiere di vino dai sommelier e critici più famosi d’Italia  da Luca Gardini a Luca Martini, da Adua Villa a Paolo Baracchino, da Eleonora Guerini (Gambero Rosso) a Gigi Brozzoni (Seminario Veronelli), da Fabio Giavedoni (Slow Wine) a Enzo Vizzari (L’Espresso), da Franco Ricci (Bibenda) a Luca Maroni (Annuario dei Migliori Vini Italiani) fino al wine communicator Ian D’Agata  e “confessati” a Vinitalyla più importante rassegna internazionale dedicata a vino e distillatiin programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile(www.vinitaly.com).
Pietra focaia, cuoio, punta di matita, sangue, pelliccia bagnata, peperone grigliato: il lessico della critica e della sommellerie enoica, tra sentori animali, legnosi, balsamici, chimici, eterei, floreali, fruttati, speziati, vegetali ed empireumatici  – nella loro classificazione classica  è ricco di sfumature, a volte strane e divertenti, ma, c’è da dire, di impatto e capaci di accendere la curiosità. Anche se, dicono critici e sommelier, oggi sono le parole ed il linguaggio più semplice e vicino agli amanti del buon bere, quelli che preferiscono utilizzare.
Tuttavia, racconta Luca Gardini, il sentore più curioso avvertito dal sommelier Campione del mondo nel 2010, è la cipria, in una degustazione di vecchie annate di Barolo: «In una vecchia annata di Barolo di Serralunga – spiega – ho sentito questa nota polverosa e leggermente aromatica che mi ha ricordato la cipria».
Qualche volta avverte «il profumo di sesso sfrenato», confessa Paolo Baracchino, libero appassionato degustatore e assaggiatore del Grand Jury Européen: «L’ho sentito in uno Champagne, un Pinot Meunier in purezza. Altre volte ho sentito la colla Vinavil, spessissimo sento la Coccoina, un insieme di latte di cocco e di mandorla, altre volte ancora, il gambo di ciclamino spezzato, al naso, che rende l’idea di un’acidità spiccata».
Tra i sentori in assoluto più curiosi, le figurine Panini in un vino campano, ricorda Eleonora Guerini, curatrice della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso: «Un odore molto particolare, non la colla generica, è proprio l’odore delle figurine Panini, qualcosa che ha a che fare con la colla, ma in quel modo unico».
«Una delle cose peggiori che ho sentito è un odore di porro cotto, di minestrone – dice Gigi Brozzoni, alla guida del Seminario Permanente Luigi Veronelli – in un vino rosso, non giovanissimo, ma neanche troppo vecchio da giustificarlo. Piacevoli, invece, gli aromi di iris, di giacinto, di fiori bulbosi, molto dolci e carezzevoli. Ma una delle cose amo di più nei vini, è quando sento un po’ di tabacco o di cuoio: mi sento a casa, tranquillo, rassicurato».
D’altra parte, se un vino ha un difetto, i suoi aromi possono essere davvero sgradevoli.
«Ma la cosa che ti sorprende di più – sostiene Luca Martini, sommelier Ais-Associazione italiana sommelier, miglior sommelier al mondo in carica per la “World Wide Sommelier Association” – sono i sentori di pregio che si ritrovano nella vita quotidiana, come l’idrocarburo in un Riesling, mi affascina molto, un sentore quasi di petrolio, di benzina, che identifica la territorialità».
Ci sono poi impressioni che ti fanno andare indietro con la memoria, «come quel sentore che ho percepito una volta in un Verdicchio»  racconta Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine: «Mi ricordava l’odore che sentivo da ragazzino tra i giocatori di una squadra di calcio in cui militava mio zio, un odore fortissimo che mi piaceva tantissimo e non ho mai capito che cosa fosse. L’ho sentito in questo vino, e poi ho capito che era odore di canfora, utilizzando un prodotto per scaldare i muscoli».
E se per il direttore delle Guide de L’Espresso Enzo Vizzari è «il perfido sapore di troppi vini cosiddetti naturali»Franco Riccialla guida di Bibenda e della nuova Fondazione Italiana Sommelier, ricorda quella volta che ha sentito un fortissimo sentore di eucalipto, poi ha girato la testa ed il vigneto era accanto proprio ad un enorme bosco di eucalipto: «Questo episodio  spiega   mi ha fatto riflettere su quanto la terra influisca nel sentore dell’uva, sul territorio che è la vera ricchezza del nostro patrimonio vitivinicolo».
Con il vino, del resto, ci vuole un approccio serio, ma senza farlo diventare noioso: un sentore strano e veramente tipico, percepito dal wine communicator Ian D’Agata (curatore di Vinitaly International Academy, iniziativa educativa rivolta agli operatori del settore all’estero) in un vino bianco di Puglia è una nota intensissima di curry: «Sembrava di aver mangiato un piatto speziato, sembrava pollo al curry».
Il sentore «più pazzesco», avvertito da Luca Maroni, critico e autore dell’Annuario dei migliori Vini Italiani, è il richiamo all’ananas in un vino bianco italiano, l’Idem 1998 di Feudi di San Gregorio:  «Scrissi proprio: siamo su un altro pianeta, il pianeta del frutto ananasso. Perché in quel momento era un vino anni luce davanti agli altri».
«Sono sempre andata contro la filosofia dei sentori che mettono in imbarazzo e allontano le persone che ti stanno seguendo  dice la regina delle sommelier e volto noto del piccolo schermo Adua Villa ; ci possono essere, ma sono veramente per grandi intenditori. Una volta ho sentito un collega parlare di sentore di carruba birmana: mi sono permessa di prendere il telefono. Però  confessa , sono strana da un altro punto di vista perché mi piace giocare molto sui sillogismi tra musica e vino: David Bowie, eclettico, trasformista, e la sua musica mi fanno ricordare certi vini eclettici, che si trasformano nel bicchiere».

Glossario delle “Confessioni sensoriali” di critici & sommelier

Cipria: nota polverosa e leggermente aromatica
Sesso sfrenato: lasciato all’immaginazione...
Vinavil: una sensazione di chimico e di plastica
Coccoina: un insieme di latte di cocco e di mandorla
Gambo di ciclamino spezzato: rende l’idea di un’acidità spiccata
Figurine Panini: ha a che fare con la colla, ma in quel modo lì unico
Porro cotto: odore di minestrone
Fiore bulboso: aroma dolce e carezzevole
Tabacco & cuoio: ci si sente a casa, tranquilli, rassicurati
Benzina: un aroma di idrocarburo e petrolio
Canfora: un odore che ricorda il passato
Perfido: sapore di alcuni vini cosiddetti “naturali”
Bosco di eucalipto: la terra che interviene nel sentore dell’uva
Curry: come mangiare un pollo al curry
Ananasso: “siamo su un altro pianeta
Carruba birmana: chiedetelo ad un collega
Vino David Bowie: eclettico, si trasforma nel bicchiere

 

Servizio Stampa Veronafiere

Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85












Quelle giornate con lo Schioppettino di Prepotto

Che belle giornate quelle trascorse a Prepotto a due passi dalla Slovenia, e quelle che vedi davanti a te, a qualche decina di metri sono proprio le sue colline di boschi e vigne, “ Terre senza confini ”. 

Ecco che allora il Comune di Prepotto, quello di Kanal o Canale d’Isonzo e i produttori di Schioppettino di Prepotto hanno deciso di rafforzare l’attività frontaliera con i loro prodotti tipici, abbattendo le frontiere e le barriere  tra le persone, per favorire una sorta di mercato del territorio attraverso la vendita dei prodotti locali, come i formaggi i salumi e poi le mele oltre al Vino naturalmente, dando vita ad eventi trans-frontalieri. Hanno creato anche un logo che rappresenta le valli e il fiume Judrio, e via con lo scambio di ricette tradizionali tra le due valli, tradotte in sloveno, oltre ad un Info Point che darà notizie sulle realtà dei due Comuni.

Tornando indietro un passo, parlando di Vino, dobbiamo ricordare che nel 2002 è nata l’associazione dedicata al Vitigno e al Vino Schioppettino, nel giro di dieci anni è stato creato un disciplinare, vari biotipi dello stesso vitigno oltre ad un lievito autoctono ottenuto da Nicola Macrì. Qualche numero, una resa di 49 ettolitri per ettaro e affinamento di 12 mesi in botte, a scelta del produttore se barrique o botti grandi. Di fresca nomina anche il Presidente del Consorzio dello Schioppettino Michele Pavan, che con garbo e umiltà ha presentato questo Vino, il territorio e quelle tradizioni uniche che ben rappresenta.


E poi via a promuovere lo Schioppettino con fiere Internazionali come in Giappone a Tokio e Osaka e uno stand associativo a Vinitaly, anche con altri produttori. Si è voluto sottolineare poi quanto hanno fatto famiglie come Nonino e la Famiglia Rieppi oltre a Lino Casella, per la salvaguardia del ceppo di questo vitigno ma non solo, un po’ tutti i produttori si sono adoperati a vigilare su altri autoctoni come il Tazzelenghe ed il Pignolo che nel 1983 divennero “Varietà enoiche legali”.

Per chi arriva da fuori c’è sempre stato poi il quesito Schioppettino uguale a Ribolla Nera e poi ancora, Scoppiettino o Schioppettino? Mi piace poi pensare che Attilio Scienza nel 2004 abbia preso in considerazione questo Vitigno, dando delle buone indicazioni ai produttori, e nel 2008 sia stata pubblicata un’Opera Omnia sullo stesso Vino.


C’è da dire che erano molti i giornalisti invitati per la festa dedicata al nostro Vitigno Autoctono che a seconda del territorio conferisce profumi, speziature e freschezza diversi. Proprio in occasione della degustazione delle sedici Aziende di Prepotto sono emerse realtà e sfumature davvero importanti di questo vino, dove sono balzate al naso evidenti note eleganti, leggermente tanniche e una lunga persistenza, dove i frutti rossi erano ben riconoscibili e la piacevolezza passava dal naso alla bocca.



Mi auguro presto di ripassare da Prepotto, perché la gente che ci vive è davvero speciale; dai Produttori ai Ristoratori, e allora un saluto agli amici della Trattoria da Mario anche Enoteca dello Schioppettino, e Federica Felice per la professionalità nel presentare l’evento, oltre a Paolo Ianna per averci spiegato con il cuore la realtà in Vigna e in Cantina di un Vitigno Autoctono come pochi. 



E a voi naturalmente … In Alto i Calici !!!














DAVVERO CARICO DI EVENTI QUESTO MESE DI OTTOBRE, E TUTTI IMPORTANTI 
MA ANDIAMO PER DATA:

domani Sabato 19 e Domenica 20 
Appuntamento a Prepotto 
e l'incontro con lo Schioppettino


Lunedi 21 dalle 19.00 alle 22.00
i Vignaioli FIVI del Trentino 
presentano i loro vini a Milano

presso il JV Store di Jannelli & Volpi in via Melzo 7 M1, Porta Venezia, i VIGNAIOLI DEL TRENTINO, membri di FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, e le loro migliori etichette saranno i protagonisti di una serata di banchi d'assaggio organizzata dalla sezione milanese di ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino.
Gli appassionati e il pubblico avranno a disposizione alcune bottiglie tra le più interessanti prodotte nei territori vitati della provincia di Trento, oltre ad alcune specialità gastronomiche locali.

Trenta tra i più importanti viticoltori di montagna racconteranno i loro vini e la storia di una passione che li vede impegnati personalmente su piccole coltivazioni di proprietà, dalla cura del vigneto, alla vinificazione, fino alla commercializzazione. Tutto questo attraverso una pratica viticola etica e sostenibile che nasce dal rispetto per l'ambiente, rivolgendo una particolare attenzione alla salvaguardia degli aspetti storici, culturali, ambientali e paesaggistici di una terra unica.
Realtà uniche e affascinanti come i vigneti terrazzati della Val di Cembra, recentemente nominati dal Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali “Paesaggio rurale storico d’Italia”. 
Allo stesso modo va ricordata la Piana Rotaliana, ricca di meravigliosi panorami e snodo cruciale della Via Claudia Augusta, antica strada romana che dalle pianure del Po e dall'Adriatico conduceva fino al Danubio. Ancora, il suggestivo alternarsi di spettacolari ambienti naturali della Valle dei Laghi è un'ulteriore testimonianza di una varietà territoriale esclusiva che giunge fino in Vallagarina, la zona meridionale della Valle dell'Adige dove il Trentino si apre alla pianura.
Tra le tipologie in assaggio spiccano i rossi autoctoni come Teroldego e Marzemino, insieme al bianco Nosiola, ma anche il raffinato Lagrein e al rustico Enantio. Naturalmente sarà presente il Trento DOC, lo spumante trentino da uve Chardonnay e Pinot nero, il Metodo Classico “dolomitico” nelle originali interpretazioni di numerosi produttori.


Ingresso: pubblico euro 15,00 (soci ONAV euro 10,00)



I Vignaioli del Trentino sono associati a FIVI – 
Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.



I VINI DELLA MONTAGNA, DALLE DOLOMITI ALLA CITTÀ
Ecco l'elenco completo dei Vignaioli presenti

Balter, Bellaveder, Bongiovanni Lorenzo, Borgo dei Posseri, Cesconi, Dalzocchio Elisabetta,
de Tarczal, De Vescovi Ulzbach, Donati Marco, Eredi di Cobelli Aldo, 
Fanti Giuseppe Vignaiolo, Fedrizzi Cipriano,  Filippi Mattia, Grigolli Bruno, La Cadalora,
Longariva,  Maso Bergamini,  Maso Cantanghel,  Maso Furli,  Maxentia di Poli Enzo,

Pelz F.lli,  Pojer e Sandri,  Pravis,  Tenuta Maso Corno,  Zanotelli Elio & F.lli,  Zeni Roberto



Produttori di tipicità gastronomiche trentine presenti

Caseificio Vezzena-Lavarone
Agriturismo Rincher
Panificio Moderno


Sempre il 21 e il 22 a Bolzano
AUTOCHTONA 2013 




MENTRE A VENEZIA DAL 
26 AL 29 OTTOBRE
TROVIAMO GUSTO
BIENNALE DEI SAPORI E DEI TERRITORI


SE POI VOGLIAMO ANTICIPARE QUALCHE APPUNTAMENTO DI NOVEMBRE INIZIAMO SUBITO A NAVE IN PROVINCIA DI BRESCIA CON DEGUSTIAMO INSIEME CON PROPOSTA VINI


A SEGUIRE L'EVENTO PIU' IN A MERANO CON IL MERANO WINE FESTIVAL 2013


Bene siamo pronti quindi...In Alto i Calici !!!